Quando diciamo Respira, con Guido Saracco e Piero Bianucci

Quando si parla di fotosintesi, si pensa subito all’ossigeno rilasciato dalle piante, e quindi alla vita. Questo straordinario fenomeno naturale, che ha reso possibile l’evoluzione del nostro pianeta, è oggi al centro di studi e ricerche che puntano a ricrearlo artificialmente per affrontare l’emergenza energetica.

Per comprendere la fotosintesi artificiale, è fondamentale partire dalla sua controparte naturale, che da miliardi di anni svolge un ruolo essenziale nel ciclo del carbonio e nella produzione di energia. Ne hanno parlato a Coltivato 2025 Piero Bianucci, giornalista, divulgatore scientifico e scrittore, e Guido Saracco, professore ordinario di fondamenti chimici delle tecnologie.

Entrambi hanno sottolineato l’importanza di questo processo, partendo da alcune interessanti innovazioni, dalla recente scoperta di due micro-verdure in grado di germinare al buio, che potrebbero rivelarsi preziose per la coltivazione di micro-ortaggi destinati a future missioni spaziali, fino alla fotosintesi artificiale, che nasce come metodo che mira a convertire direttamente l’energia solare in combustibili rinnovabili. Sebbene l’idea di “foglie artificiali” capaci di imitare le piante è affascinante, essa è lontana da un’applicazione concreta. Infatti, sebbene i cloroplasti siano vere e proprie macchine biochimiche, risultano poco efficienti per gli standard industriali e non adatti, ad esempio, alla produzione di bioetanolo. Come afferma Saracco: “È irrealistico pensare di replicare esattamente ciò che fanno le piante, perché la vita è inimitabile.”

A fronte della crisi climatica che sta trasformando le foreste tropicali da preziosi serbatoi di CO₂ a fonti di emissione, si rendono sempre più urgenti soluzioni per ridurre le emissioni di carbonio. Con l’obiettivo di rivoluzionare il mix energetico globale, combinando tecnologie innovative e una gestione più efficiente delle risorse, Biocombustibili e idrogeno giocheranno un ruolo chiave in settori specifici, come il trasporto pesante e le industrie ad alte temperature.

Il futuro dell’energia, quindi, non sarà dominato da una sola soluzione, ma da un equilibrio tra innovazione tecnologica e sostenibilità.