Vengo da lontano, andrò lontano, nonostante le difficoltà. L’intervista impossibile agli agrumi

Un progetto su agricoltura e alimentazione nelle scuole secondarie di Torino, sostenuto dal Distretto Rotary 2031 e da Coltivato

Io sono nato da un albero dell’Indocina, il Citrus, che cresceva nel sottobosco della foresta tropicale. I miei frutti erano piccoli, arancioni e ricchissimi di semi, così scimmie e uccelli vari, all’epoca per voi ancora sconosciuti, li mangiavano con gusto. Milioni di anni fa, ben prima dell’intervento dell’uomo, il Citrus ha cominciato a uscire dal sottobosco tropicale e colonizzare ambienti naturali a lui prossimi; l’Occidente prima di tutto ma, lentamente, anche l’altro lato, spingendosi fino all’Australia. Lì sono nati agrumi molto belli, con una forte caratteristica di arida resistenza e diverse gradazioni di colore che adesso sono di moda come ornamento dei piatti.

Se non c’era lo scorbuto… perché c’è stato un tempo in cui il 50% dei marinai moriva di questa malattia che, tra le altre cose, provocava una grave infiammazione delle gengive e la caduta dei denti, rendendo impossibile mangiare… E i limoni erano di grande aiuto contro alcuni di questi sintomi. Per questo dico che, in un certo senso, lo scorbuto ha avviato il futuro degli agrumi.

Poi arriva la navigazione a vapore, si sviluppano le ferrovie e a quel punto io comincio a viaggiare per il mondo, arrivo dappertutto

Dove mi trovate? Beh, in Sicilia sicuramente. Le regioni storiche sono la Sicilia e la Costiera sorrentino – amalfitana, ma ci sono anche le straordinarie agrumicolture del nord: le bellissime limonaie del Garda, per esempio, che sono state una trovata geniale e un estremo tentativo di coltivare gli agrumi al nord, non affidandoli al vaso – e a tutte le rogne che questo tipo di coltivazione dà – ma mettendoli in piena terra; o la riviera ligure, che è stata a sua volta una terra di grande importanza.  Adesso hanno guadagnato un ruolo notevole gli agrumi di Puglia, Basilicata e Calabria, che evidentemente hanno meno storia degli agrumi siciliani o di questi agrumi del nord ma vantano grandi potenzialità produttive e una capacità organizzativa e commerciale più rilevante.

Lo dico a mio fratello rosso, il Tarocco: Il Sanguinello è un antenato del Tarocco. Dal Sanguigno e dal Sanguinello, le due varietà originarie, negli anni ’50 nella piana di Catania è stata selezionata questa varietà chiamata Tarocco, che a sua volta di anno in anno sviluppa delle varietà via via più resistenti. Il tratto più caratteristico dei Tarocchi è sicuramente il pigmento rosso, l’antocianina, che li rende particolarmente ricchi di vitamina C e la cui formazione è legata alla temperatura – e agli sbalzi termici soprattutto, per questo i migliori Tarocchi sono quelli che crescono in prossimità dell’Etna.

Una questione che confonde ancora molti: qual è la differenza tra clementine e mandaranci?

Clementine e mandaranci sono più o meno la stessa cosa. L’albero di Clementine è un incrocio tra arancio e mandarino e nasce in Algeria. Gli inglesi lo chiamano tangerine – e qui è opportuno un riferimento generazionale a un verso di Lucy in the Sky with diamonds, brano dei Beatles del 1967, che recita “Picture yourself in a boat on a river / With tangerine trees and marmalade skies”. E poi adesso i mandarini sono davvero di successo: perché sono monodose e perché ogni anno nascono e ne vengono diffusi di nuovi e si amplia il calendario di maturazione; insomma, i mandarini sono i grandi frutti del futuro e io sono molto fiero di questi miei discendenti.

Invece il Navel? E come mai il Tarocco non è mai diventato un brand?

Navel è un nome contemporaneo, in realtà. In Sicilia lo chiamano il brasiliano e infatti questo frutto arriva proprio dal Brasile, portato a Washington da alcuni missionari – non ricordo se in dono all’ambasciata o già all’USDA, il dipartimento di agricoltura degli Stati Uniti – e in un primo momento chiamato proprio per questo Washington Navel. È da lì che poi arriva in California, dove riscuote un enorme successo.

A ogni modo il Navel sta nell’ombelico, è questo secondo frutto chiuso nel frutto principale, un arancio fetifero che porta un feto al suo interno. E come mai non si riesca a vendere sui mercati nelle quantità e al prezzo giusto il Tarocco è uno dei grandi temi dell’agricoltura siciliana. Pensate alle mele altoatesine: un brand ben riconoscibile, qualità uniforme, vendita estremamente diffusa sul territorio; ecco, la configurazione aziendale dei tarocchi è simile, i due frutti si potrebbero davvero assomigliare, e invece no.

Che malattie hai? E come si possono sconfiggere?

Ne ho avute di tutti i tipi. Come succede spesso nelle monocolture, con il successo eccessivo arriva sempre qualcosa che disturba.  Ho superato una fitoftora, il mal della gomma nell’800, cambiando portinnesto e quindi affidandomi all’arancia amara – non a quella dolce né a me stesso.  Poi sono diventato limone e ho dovuto fare i conti col fungo del mal secco, che ha dimezzato la produzione siciliana e che ancora oggi non si sa bene come trattare.  La grande preoccupazione degli ultimi anni, poi, è stato il Citrus Tristeza Virus, un virus che letteralmente intristisce gli alberi, soprattutto di arancio, e che si è diffuso in America e poi in Spagna fino ad arrivare in Italia. Anche in questo caso, sempre grazie alla ricerca, si è trovato il portinnesto resistente in un mio parente, il poncirus trifoliata.

Testo tratto dall’Intervista impossibile agli Agrumi, tenutasi al festival Coltivato 2023, a cura di Antonio Pascale; grazie al professore Giuseppe Barbera per aver dato voce agli agrumi. L’intervista è stata pubblicata in due puntate su Agrifoglio (puntata 1– puntata 2).

Istituto Comprensivo "Gaetano Salvemini"

Sei classi prime hanno esplorato il mondo delle piante coltivate e urbane, il rapporto tra cambiamento climatico e agricoltura e le frontiere dell’innovazione di settore, con approfondimenti in aula e due uscite presso aziende agricole innovative.

Scuola secondaria "Ettore Morelli" (IC Torino II)

Cinque classi si sono concentrate sull’alimentazione sostenibile e sulla biodiversità alimentare, accompagnate da ricercatrici universitarie che hanno portato in aula l’esperienza della scienza sul campo. 

Istituto Comprensivo "Aristide Gabelli"

Il percorso ha avuto il suo momento culminante nelle uscite didattiche all’Acquario di Genova e al Museo del Mare, dove i ragazzi hanno incontrato il rapporto tra ecosistemi acquatici, pesca e alimentazione.

L'incontro di restituzione - nell'ambito del Salone OFF

Il 12 maggio, in Sala Agnelli Unione Industriali di Torino, in occasione della Giornata Internazionale della Salute delle Piante, le ventuno classi coinvolte hanno presentato i loro percorsi davanti a 350 persone. La mattinata ha ospitato anche le conferenze di Stefania De Pascale (Università Federico II di Napoli) sull’agricoltura spaziale, e di Elisa Palazzi (Università di Torino) sul cambiamento climatico visto dalle montagne.