Cambiamento climatico, strategie e soluzioni per l’agricoltura del futuro

Un progetto su agricoltura e alimentazione nelle scuole secondarie di Torino, sostenuto dal Distretto Rotary 2031 e da Coltivato

Il cambiamento climatico non è più una minaccia lontana: è una realtà che sta già trasformando profondamente l’agricoltura italiana. Lo sanno bene Vittorio Viora, presidente dell’Associazione Nazionale dei Consorzi di gestione e tutela del territorio e acque irrigue (ANBI Piemonte), e Andrea Bertalot, agronomo ed esperto in gestione delle risorse idriche, che hanno affrontato il tema in un incontro Cambiamenti climatici: come difendersi.

Un'agricoltura sempre più esposta

Negli ultimi anni, il settore agricolo è diventato uno dei più vulnerabili agli effetti del clima che cambia. Nel solo 2023, in Italia si sono verificati oltre 350 eventi climatici estremi, con danni ingenti. La regione Emilia-Romagna è stata duramente colpita da un’alluvione che ha causato 9 miliardi di euro di perdite, di cui appena 800 milioni coperti da assicurazioni. Anche il Piemonte ha vissuto una stagione meteorologica eccezionale: nel 2024 si è registrato un calo delle precipitazioni del 38% rispetto all’anno precedente. Un dato che si somma a una crescente frequenza di eventi estremi, come grandinate, siccità e alluvioni, con impatti devastanti sui territori agricoli e sulle infrastrutture già fragili.

Questi fenomeni non sono più eccezioni, ma segnali di un sistema climatico sempre più instabile.

L'acqua, una risorsa da ripensare

Quando si parla di clima e agricoltura, si torna sempre a un problema cruciale: quello dell’acqua e della gestione delle risorse idriche.

In Italia, solo l’11% dell’acqua piovana viene trattenuta, mentre il 95% degli invasi attualmente in funzione è destinato alla produzione idroelettrica. L’agricoltura resta in gran parte esclusa, con impianti irrigui inadeguati e norme – come quelle sul deflusso ecologico – difficilmente compatibili con il comportamento irregolare dei fiumi alpini.

Adattarsi al nuovo clima: le soluzioni possibili

Serve un cambio di passo, e gli strumenti per affrontare il problema esistono. Le strategie proposte da Viora e Bertalot puntano su un mix di innovazione, efficienza e pianificazione:

  • Manutenzione delle reti idriche agricole, sia ordinaria che straordinaria;

  • Nuovi invasi multifunzionali per raccogliere e utilizzare l’acqua piovana;

  • Tecnologie per il risparmio idrico, come l’irrigazione di precisione;

  • Progetti di ricarica delle falde, già sperimentati con successo in regioni come il Friuli Venezia Giulia.

Per rafforzare la resilienza del settore è stato istituito il fondo AgriCat, che coinvolge oltre 700.000 aziende agricole. L’obiettivo è ambizioso, ma le risorse a disposizione – 350 milioni di euro – sono ancora limitate, e non mancano difficoltà operative.

Per affrontare davvero l’emergenza climatica servono nuovi strumenti assicurativi, polizze più evolute e personalizzate, e soprattutto una governance condivisa tra pubblico e privato.

 

Istituto Comprensivo "Gaetano Salvemini"

Sei classi prime hanno esplorato il mondo delle piante coltivate e urbane, il rapporto tra cambiamento climatico e agricoltura e le frontiere dell’innovazione di settore, con approfondimenti in aula e due uscite presso aziende agricole innovative.

Scuola secondaria "Ettore Morelli" (IC Torino II)

Cinque classi si sono concentrate sull’alimentazione sostenibile e sulla biodiversità alimentare, accompagnate da ricercatrici universitarie che hanno portato in aula l’esperienza della scienza sul campo. 

Istituto Comprensivo "Aristide Gabelli"

Il percorso ha avuto il suo momento culminante nelle uscite didattiche all’Acquario di Genova e al Museo del Mare, dove i ragazzi hanno incontrato il rapporto tra ecosistemi acquatici, pesca e alimentazione.

L'incontro di restituzione - nell'ambito del Salone OFF

Il 12 maggio, in Sala Agnelli Unione Industriali di Torino, in occasione della Giornata Internazionale della Salute delle Piante, le ventuno classi coinvolte hanno presentato i loro percorsi davanti a 350 persone. La mattinata ha ospitato anche le conferenze di Stefania De Pascale (Università Federico II di Napoli) sull’agricoltura spaziale, e di Elisa Palazzi (Università di Torino) sul cambiamento climatico visto dalle montagne.